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Il tesoro di San Nicola
testo di Giuseppe Capozza
pagine attive di Xenia Cannata
illustrazioni di Laura Fusco
Mario Adda Editore, Bari 2012
Il racconto, scritto da Giuseppe Capozza, Dirigente Scolastico del 22° C.D. "San Girolamo" di Bari, vede protagonisti tre ladri, che tentano di rubare il tesoro della cattedrale ma, convinti dal Santo, lo restituiscono e decidono di cambiare vita.
Gli autori si sono ispirati al "Jeu de Saint Nicolas", antico dramma scritto dal francese Jean Bodel nel 1200, tradotto e adattato per un pubblico di lettori bambini. Il volumetto, 32 pagine nel formato 21x18, è impreziosito da vivaci disegni colorati, realizzati da un'artista emergente, Laura Fusco, e da 7 pagine "attive", proposte dall'insegnante Xenia Cannata del 22° C.D. "San Girolamo" di Bari, nelle quali diversi giochi (labirinti, test, figure da completare, sequenze da ordinare e pagine da colorare) facilitano l'apprendimento del testo in modalità ludica e interattiva.
Presentato dalla Casa Editrice Adda in occasione delle festività dedicate al Patrono di Bari, il volume si prefigge di far conoscere ai giovani lettori italiani una delle più antiche leggende sul santo vescovo di Myra, molto probabilmente quella che ha dato origine al detto "Va a rubb' a sanda Necole!".
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Eric e Janar
Testi di Francesco Urbano
Illustrazioni di Liliana Carone
2012, Casa Editrice MammeOnLine
Realizzazione tecnica Keitai
Apple App Store, Euro 3,99
Eric è un bambino, Janar è invece un drago. Eric e Janar vivono in un mondo dove uomini e draghi sono acerrimi nemici e si combattono senza tregua. Il papà di Eric è un cacciatore di draghi e il papà di Janar dà la caccia agli uomini. Non si sa chi ha cominciato questa battaglia, che è parte integrante della loro vita.
Il piccolo Eric dunque cresce pensando che un giorno combatterà i draghi, finchè arriva il momento in cui li vede passare e insieme alla sorellina Helen ne è terrorizzato finchè conosce il piccolo Janar e scopre...
Un libro per scoprire che anche chi temiamo ha forse le nostre stesse paure, per scoprire che a volte i grandi combattono guerre di cui non conoscono le ragioni e può essere necessario un bambino per aiutarli a comprendere. Un libro per capire che a volte la più grande forma di coraggio è nello scoprire che si combatte perchè si ha paura, paura dell'ignoto, di chi non conosciamo, di chi è diverso da noi.
Una volta che hanno finito di leggere i giovani lettori potranno colorare, disegnare, immaginare e giocare con le parole, rivivendo la storia di Eric e Janar
L’applicazione, sviluppata da Keitai, prevede la possibilità per ogni piccolo lettore di interagire con il testo disegnando, colorando, scrivendo e annotando ogni pensiero in tutta libertà.
Eric e Janar sarà presto disponibile su Apple App Store al prezzo di 3,99 euro.
Vedi il promo
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Pitzorno Day
Mercoledì 4 aprile 2012, presso la Sala Consiliare del Comune di Bari, si è svolta la manifestazione La Puglia legge... Pitzorno Day, promossa da alcune case editrici baresi.
In occasione del settantesimo compleanno di Bianca Pitzorno, anche la Puglia ha voluto renderle omaggio attraverso letture, riflessioni e momenti di animazione.
L'iniziativa, coordinata da Gheti Valente, è stata presentata dal prof. Daniele Giancane, dell'Università degli Studi di Bari.
Sono intervenuti il Capo Gabinetto del Sindaco Antonella Rinella, il Vice Sindaco Alfonso Pisicchio, gli autori Anna Baccelliere, Giovanna Baldassarrre, Paolo Comentale, Maria Forina, Maria Pia Latorre, Daniela Poggiolini, Paola Santini e l'attrice Stefania Di Palo.
E' stata messa in luce la grande vena creativa dell'autrice sarda assieme alla carica di calibrata e mirata trasgressività che ha contraddistinto molte tra le sue opere.

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Notizie sulla Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna, marzo 2012
di Cosimo Rodia
Si è svolta la 49° edizione della Fiera internazionale del libro per ragazzi, a Bologna tra il 19 e il 22 marzo 2012.
Negli enormi padiglioni della BolognaFiera si è registrata la presenza di 1200 espositori, di cui 66 stranieri, ognuno dei quali ha mostrato ai numerosissimi visitatori le ultime novità editoriali.
Tutto ciò mentre le percentuali dei lettori scendono; secondo G. Peresson (Riconquistare il lettore, "Giornale della libreria", 1, gennaio, 2012), coloro i quali leggono almeno un libro all'anno, passano dal 46,8% del 2010 al 45,3% del 2011. Il meno 2,7% corrisponde in termini assoluti a 723.000 unità.
La perdita è preoccupante, anche perché il fenomeno si registra tra i lettori forti (7% della popolazione italiana), ovvero quelli che leggono almeno un libro al mese, la cui contrazione corrisponde all'11,1% (indice che corrisponde a 447.000 unità).
La Bologna children's book fair è, al di là di alcuni aspetti critici, un avvenimento strepitoso in cui oltre alle novità librarie, si incontrano concretamente editori, autori, direttori di collana, studiosi...
Un movimento attraverso il quale si manifesta sia l'effervescenza del settore del libro per ragazzi sia la concreta attenzione rivolta ai giovani lettori.
Non meno apprezzabile è stata la mostra degli illustratori, che affianca la mostra del libro dal 1967; quest'anno i partecipanti sono stati 2685, provenienti da 60 paesi; evidentemente è una grande opportunità di confronto, di conoscenza, di stimolo, oltre che di visibilità. Dal 2009 la Fiera ha istituito anche per i talenti emergenti, di età inferiore a 35 anni, un Premio di 30.000 dollari, che è una bella somma oltre alle concrete opportunità di farsi conoscere.
Anche in questa edizione della Fiera un ruolo considerevole è stato svolto dai Centri Agenti letterari, dal Centro traduttori, dal Bologna Licensing Trade Fair.
La compravendita di licenze e di prodotti basati su marchi è giunta alla quinta edizione ed è un tassello che arricchisce l'avvenimento bolognese.
Il Centro traduttori, costituito nel 2004, rimane una possibilità eccezionale d'incontro e di scambio per traduttori ed editori.
Importante è la riproposizione per il secondo anno del TOC, ovvero il più grande congresso leader mondiale per l'editoria digitale. Quest'anno si è aggiunto uno stand espositivo delle offerte editoriali; un settore tra l'altro in espansione e da tenere sotto controllo.
Agli espositori dell'editoria digitale è collegato un premio ai migliori formati digitali; notevole è stata la partecipazione, con 252 opere inviate da 179 editori, di 25 paesi diversi, provenienti da ogni continente.
La Bologna children's book fair quest'anno contava su un saldo positivo del 2% rispetto all'anno precedente nella vendita di libri, è quanto ha rilevato l'AIE (Associazione Italiana Editori), secondo cui il mercato dei libri per ragazzi fino a 14 anni ha guadagnato due punti percentuali rispetto all'anno prima.
A tirare la carretta della lettura ci pensa la fascia d'età dai 0 ai 17 anni, di cui circa il 57% legge almeno un libro, contro poco più del 53% della media degli italiani.
Quello della letteratura per l'infanzia rimane un settore vivo con investimenti concreti e considerevoli.
Inoltre, per inquadrare la tipologia degli editori, va detto che delle 197 case editrici che pubblicano libri per bambini, solo 52 hanno pubblicato più di 11 libri; riteniamo che la diversità tra le case editrice, giochi favorevolmente a variare l'offerta editoriale, con un vantaggio a cascata sul giovane lettore.
Rimane sostenuto il numero delle novità pubblicate: come si evince dal Rapporto Liber sull'editoria per ragazzi (Liber, 92, ottobre-dicembre, 2011), le novità nel 2011 sono state 2317, con un incremento dell'8 % rispetto all'anno prima.
L'editoria, specialmente quella per ragazzi, è un punto di forza dell'industria italiana, che segna un trend positivo anche perché alla base vi è la convinzione pedagogica che il libro è necessario alla crescita dei soggetti in formazione.
Da un punto di vista delle novità specificamente librarie, a farla da padrona è certamente la pubblicistica offerta alla fascia d'età della pre-scuola; tutti gli editori, dai più grandi ai medi e ai piccoli, hanno sciorinato una serie di cartonati convincenti sia sotto l'aspetto della qualità delle immagini sia sotto gli aspetti cromatici; a Bologna, d'impatto sono stati gli stand della Fatatrac, Babalibri, Topipittori, Lapis, Nord-Sud Edizioni, oltre naturalmente ai giganti: Mondadori, Giunti, Salani...
Per i più piccoli ottimi prodotti sono stati offerti da Corraini, Orecchio Acerbo, Donzelli, Franco Cosimo Panini, Casa Arka, Casa Kalandraka, Zoo libri, Fanucci Kids, Raffaello Ragazzi...
Proprio Orecchio Acerbo ha festeggiato a Bologna il bicentenario della prima edizione delle fiabe dei fratelli Grimm con I musicanti di Brema; EDT Giralangolo parla di "diversità" con La città dei Lupi Blù di Viale; Topipittori presenta C'era una voce di Berardi, in cui si parla di Dio e della Creazione.
Per la narrativa degli autori italiani, tra le novità interessanti troviamo: Guido Sgardoli con La grande avventura di Geremia Smith, della casa Fanucci; Davide Morosinotto con Il libero regno dei ragazzi, Einaudi Ragazzi; Domenico Baccalario con Lo spacciatore di fumetti, Einaudi Ragazzi; Fulvia Degl'Innocenti con Sopravvissuta, San Paolo; Paolo Rumiz con A piedi della Feltrinelli ragazzi; Elisa Puricelli Guerra con Il caso Romeo, Rizzoli; sempre per la stessa casa editrice anche Andrea Sottile con La principessa capovolta. Una catastrofe in 25 capitoli; Annamaria Piccione con La musica del mare, Einaudi Ragazzi; Silvana Gandolfi con Il club degli amici immaginari, Salani.
Non mancano naturalmente i nomi della talentuosa pattuglia straniera, come Aidan Chambers con Muoio dalla voglia di conoscerti, Rizzoli; Isabel Allende con Le avventure di aquila e giaguaro, Feltrinelli; Michael Morpurgo con una storia toccante sul tema della guerra: Un elefante in giardino, Rizzoli; Guus Kuijer con Per sempre insieme, Amen, Feltrinelli, che affronta il problema della famiglie spezzate e di genitori poco ortodossi; Robert Sharenow con La stella nei pugni, Piemme, col protagonista Karl, un campione di boxe e della nazionale tedesca, ma anche ebreo; Francois Place con La dogana incantata, Rizzoli, un fantasy sui generis.
Un piccolo spazio alcuni editori l'hanno dedicato anche alla poesia; la San Paolo ha presentato La ballata della genesi di Roberto Piumini, cinque episodi (Creazione, Eden, Adamo ed Eva, Caino e Abele, il diluvio) scritti con versi delicati, tipici dello scrittore italiano; edizioni Motta ha presentato Non c'è nave che possa come un libro, poesie della grande poetessa americana Emily Dickinson; Casa Topipittori presenta L'alfabeto delle fiabe, di Bruno Tognolini.
D'importante ci sono stati, tra gli altri, almeno tre altri eventi che meritano d'essere menzionati.
La Piemme - Battello a Vapore ha festeggiato il suo ventesimo compleanno e gli oltre 800 titoli, con un seguitissimo convegno 20 anni di letteratura per ragazzi - Autori, temi ed evoluzione del mercato; contestualmente ha presentato una iniziativa d'impatto: ha ristampato dieci titoli che hanno fatto la storia del "Battello a Vapore" (tra cui ricordiamo: Mamma nastrino Papà Luna di Emanuela Nava, Cappuccetto Oca di Roberto Denti, Un gatto non è un cuscino di Christine Nostlinger, I buchi nel deserto di Louis Sachar, Cion Cion Blu di Pinin Carpi, L'ultimo lupo di Mino Milani...).
La casa editrice Salani ha risposto, anche per i suoi 150 anni, ripubblicando i suoi fantasy di punta, dalla Silvana De Mari, a Philip Pulman, a Anne Fine.
La Mondadori si è presentata, celebrando la carriera di Bianca Pitzorno e ristampando, alcuni solo per la Fiera, i maggiori titoli della scrittrice sarda, tra cui ricordiamo: Ascolta il mio cuore, Magie di Lavinia, Polissena del Porcello, Principessa Laurentina, Quando eravamo piccole.
Tanti momenti di vivacità che mostrano come anche nel campo dell'editoria si studiano strategie per non perdere terreno (nella fattispecie, per non perdere lettori); alla fine, però, emerge un altro aspetto: a lasciare il segno, non è il fuoco fatuo originato da libri di facciata, ostentatamente trasgressivi o eccessivamente pubblicizzati, ma è la narrativa che entra in sintonia con i giovani lettori; ciò è confermato dalle operazioni editoriali appena ricordate e dalla ristampa di vecchi classici come hanno fatto la Piemme, la Giunti, la Casa Prìncipi e Princìpi.
Per i motivi appena accennati e per tant'altri non detti, la Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna rimane un momento imperdibile per tutti coloro che hanno responsabilità educativa.

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Letteratura per l'infanzia oggi di Donatella Lombello Soffiato (a cura di)
Pensa Multimedia, Lecce 2011
pp. 306, euro 23
È stato pubblicato, a cura di Donatella Lombello Soffiato, La Letteratura per l'infanzia oggi, un sostanzioso saggio che contiene gli atti di un rilevante convegno organizzato dall'Università di Padova il 16 e 17 novembre 2007; un momento di grande riflessione in cui ogni studioso coinvolto ha esposto i propri risultati esperienziali. Ne è uscito un volume a più voci, con differenti approcci, ricerche e sperimentazioni..., dando conto, al contempo, della vivacità e della maturità raggiunta dalla letteratura per l'infanzia.
Tra le voci presenti nel volume, curato dalla docente patavina troviamo: Franco Cambi, Angelo Nobile, Luciana Bellatalla, Giovanni Genovesi, Marco Dallari, Emy Beseghi, Giorgia Grilli, Milena Bernardi, Anna Antoniazzi, William Grandi, Riccardo Falco, Nicola Barbieri, Ida Garghella, Ilaria Filograsso, Sabrina Fava, Francesca Anello, Susanna Barsotti, Giorgia Carta, Gianna Marrone, Fiorella Bongiorno, Gaetana Katia Fiandaca, Roberto Gris, Giorgia Golfetto.
Ventitré docenti (che non sono tutti gli studiosi intervenuti al convegno) un fil rouge che li tiene uniti: la titolarità (o la collaborazione, più o meno strutturata), della cattedra di Letteratura per l'infanzia.
Il convegno ha avuto una tripartizione in sessioni; la prima ha riguardato gli aspetti epistemologici; la seconda la didattica universitaria; la terza le competenze didattiche e la professionalità educativa.
Il volume si apre con un dotto saggio di Franco Cambi, che riguardo agli aspetti epistemologici della disciplina, chiarisce, con un'analisi inappuntabile, come la letteratura per l'infanzia non solo non è letteratura minore, ma avendo accompagnato la trasformazione sociale nel corso degli ultimi tre secoli, avendone interpretato, trascritto e promosso tale mutamento, è un ambito disciplinare che ha fatto la sua parte nel corso dei secoli, come un'adeguata analisi storica potrebbe confermare (si pensi all'immaginario borghese e alla visione critica della società sviluppatasi nell'Ottocento e presente nei romanzi di letteratura per l'infanzia).
Scorrendo i vari contributi, significativi sono quelli che trattano il problema della denominazione della disciplina; più interventi rilevano i limiti lessicali di letteratura per "l'infanzia", vista la differenza tra infanzia, fanciullezza, preadolescenza e adolescenza. Nella fattispecie, la proposta di Bellatalla-Genovesi è quella di parlare semplicemente di Letteratura o di Pedagogia della narratività, che tenga conto degli aspetti letterario-ludico-educativi.
Angelo Nobile propone, invece, la dicitura di "Letteratura giovanile", pur riconoscendo il vulnus determinato dal blando richiamo alle varie fasi in cui si articola l'età evolutiva, implicito nell'onnicomprensivo aggettivo "giovanile". Ravvisa comunque l'esigenza e l'urgenza di un confronto tra tutti gli studiosi della disciplina per giungere ad una definizione condivisa. Ma la parte maggiorente dell'intervento dello studioso ligure è comunque spesa nel rilevare l'importanza della psicologia per la letteratura dell'infanzia; la psicologia, infatti, enuncia le leggi regolatrici dello sviluppo psichico; richiama l'attenzione sul destinatario del messaggio narrativo; avverte circa l'incidenza delle letture su vari aspetti e dimensioni della personalità; ci informa che questa si configura sulla base di identificazioni con i personaggi che popolano la narrazione; ancora, è la psicologia che ci comunica come certi temi, motivi, situazioni, figure narrative... possano insidiare il bisogno di sicurezza del bambino. È sempre la psicologia che si occupa dei problemi della comprensione, linguistica e concettuale o situazionale. Tanti traguardi scientifici che se ascoltati, possono permetterci di rispondere meglio e con più efficacia ai bisogni educativi dei ragazzi.
Emy Beseghi, invece, con l'ausilio di due romanzi mostra come i libri per ragazzi hanno diverse chiavi d'accesso e un sovrasenso articolato, concludendo che la proposizione del punto di vista infantile sembra essere un modo efficace per affinare abilità di vedere, sentire e leggere il mondo.
Non meno pregnante l'intervento di Giorgia Grilli che espone l'idea secondo cui l'esistenza della letteratura per l'infanzia è anche la prova dell'esistenza di un Altrove diverso dalla Realtà. Recuperando l'antropologo Jankelevitch e la sua distinzione tra uomini seri (che s'impegnano nel Qui) e uomini avventurosi (che si confrontano con il non-essere, con la morte...), conclude che la letteratura per l'infanzia recupera l'essere nel mondo confrontandosi quotidianamente con la morte, e che anzi da questo confronto si dà senso al vivere Qui. La letteratura per l'infanzia, quindi, racchiude il sogno di sentire il mondo, di essere Qui, ma di essere capaci di prendere il volo, per alternare gravità (Qui) e possibilità (Altrove).
Ilaria Filograsso riflettendo sui temi della seconda sessione, mette a fuoco il curricolo dell'Operatore socio-culturale e considera questa figura fondamentale per mediare tra i vari soggetti culturali e seminare maggiore sensibilità verso la lettura.
Sabrina Fava pone il problema sulla conoscenza ingenua che si ha della disciplina (si dovrebbe essere capaci di trasformarla in conoscenza scientifica), e della sua paradossale riduzione ad esame semestrale e/o opzionale che spesso porta a ridurre il programma... Ribadisce con forza l'importante di partire dai testi e di leggere almeno un classico dell'800, uno del ‘900 ed uno dei nostri giorni, per avere in mano gli elementi e avviare analisi e confronti...
Francesca Anello discetta sulle abitudini e sui bisogni dei soggetti in formazione e sui caratteri del libro in corrispondenza alle diverse fasce d'età, e per farlo si avvale dei contributi teorici ed empirici di Corallo, D'Amelio e Giancane dell'Università di Bari.
Tra gli interventi della terza sessione, spicca quello di Gianna Marrone che ha posto l'accento sull'importanza della narrazione, attraverso cui passano le prime forme di apprendimento dell'infanzia e che negare tale potenzialità formativa della letteratura, significa negare pedagogicamente le fonti naturali della conoscenza. Poi con piglio critico, e mostrando di conoscere la scuola reale, la docente romana pone il problema su chi deve avere la responsabilità di diffondere la letteratura per l'infanzia. Passa in rassegna gli ormai remoti tentativi legislativi di riconoscere i Progetti di promozione della lettura e la situazione attuale partorita dalle ultime Riforme della scuola che di fatto hanno ridotto la letteratura per l'infanzia a "letteratura minore", facendola scomparire dai Concorsi, dai Corsi di Aggiornamento e dall'area pedagogica nelle Università.
Secondo la Marrone, in queste difficoltà oggettive, un ruolo primario nel difendere la letteratura per l'infanzia deve giocarlo l'Università, nel diffondere: l'epistemologia della disciplina, il mondo variegato dei libri pubblicati, il perché e il come scegliere un libro per le differenti fasce d'età, oltre a creare una nuova sensibilità alla lettura...
Gaetana Katia Fiandaca, in linea con la Marrone, ripropone la necessità di puntare sulla lettura, anche per i risultati portati dalla psicologia (come già puntualizzato da Nobile), secondo cui le esperienze di lettura nella prima infanzia riescono a segnare profondamente la vita di una persona.
La Lombello, così, dopo aver tenacemente voluto il convegno di studi, dopo averlo organizzato, chiamando a confronto la maggior parte degli studiosi della disciplina, e creando un notevole evento culturale non solo per Padova, ha curato gli atti, trasformando La letteratura per l'infanzia oggi in un riferimento che aiuta a mettere a fuoco le linee, le sperimentazioni, le proposte... che emergono dal mondo accademico italiano, mostrando di converso la vivacità, l'effervescenza e la maturità che gli studi variegati della disciplina hanno raggiunto, nonostante questa venga ancora guardata con sussiego dal legislatore e considerata di serie b in altri ambiti.
Cosimo Rodia
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Romeo Mozartin e la frutta canterina
testi di Chiara Lorenzoni
illustrazioni di Francesca Dafne Vignaga
EDT-Giralangolo, Torino 2012
Romeo Mozartin era un famoso musicista che da anni se ne stava rintanato nella sua casa piena zeppa di strumenti musicali a suonare: "Suonava sempre, suonava così tanto che le note suonate stavano talmente strette dentro le quattro mura di casa che, per non finire schiacciate, una dopo l'altra prendevano la via del camino e... oplà! Saltavano fuori dal comignolo" e si spandevano per il paese dove abitava Romeo.
Ora, alcune di queste note galleggiavano leggere nell'aria, "altre invece, come le note della batteria, si schiantavano come chicchi di grandine sui tetti delle case o, come le note tonde del trombone, si acquattavano tra le uova sotto i sederi delle galline". Non tutti in paese erano contenti di questa pioggia di note, come Topazio, il vicino di casa di Romeo, che detestava la musica e amava solo i suoi alberi da frutta. Topazio aveva il suo bel da fare a liberare il frutteto dalle note vaganti che restavano impigliate fra i rami e sporcavano dappertutto, se non, addirittura, rovinavano la sua bella frutta. Insomma la convivenza tra Romeo e Topazio era difficile ma in un certo qual modo resisteva, fino al giorno in cui a casa del musicista arrivò un organo e la situazione precipitò...
Si sa che non è facile (impossibile?) descrivere la musica a parole, ma è davvero notevole come Chiara Lorenzoni riesca a dare corposità alle note, a rendere il timbro dei diversi strumenti musicali e a illustrare le virtù della musica con le parole di una storia che, con leggerezza, parla di tolleranza, di pacifica convivenza e collaborazione.
Incantevoli le illustrazioni di Francesca Dafne Vignaga.
Francesco Urbano
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È uscito L'Aquilone n.6 - 2011
Organo Ufficiale dell'Associazione L'Aquilone
In questo numero:
- La poesia a scuola: equivoci e splendori di Daniele Giancane
- eBook di Francesco Urbano
- Un bimbo compone e pensa da adulto di Silvana Calabrese
- Giovani imprenditori per giovani letture di Giuseppe Capozza
- Una palla nel cuore di Angela Giannelli
- Il senso dell'educazione ambientale di Elvira Leone
- Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza di Cosimo Rodia
- La lettura al "femminile" di Vittoria Bosna
- Animali mediatori di Maria Mastrovito
- Hans Christian Andersen, padre della favola moderna di Maria Pia Latorre
- "Fiabe ecologiche" nella scuola "G. Pascoli" di Molfetta di Alison Gadaleta e Jasmine Paolantonio
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La città dei lupi blù
di Marco Viale
EDT-Giralangolo, Torino 2012
In questo albo illustrato Marco Viale, autore e illustratore ligure, rende graficamente la routine, le abitudini, i riti, il silenzio, la tristezza e, in definitiva, la noia di una città di lupi usando per le illustrazioni il solo colore blu.
L'arrivo in città di un allegro lupo rosso con le sue anticonformistiche abitudini di fischiettare e spostarsi in città con la bici viene accolto male, con timore e diffidenza. Eppure il lupo rosso non viola alcuna legge e non infrange alcun regolamento, ed è felice come mai è stato alcun lupo blu. Ben presto l'allegro fischiettare del lupo rosso contagia la città e migliora la vita dei lupi blu.
Un giorno il lupo rosso sparisce dalla città, ma ormai ha fatto breccia... e quando un giorno in città arriva un eccentrico lupo giallo tutti si fermano e aspettano curiosi di vedere quel che succederà.
In definitiva: l'anticonformismo spiegato con i tre colori primari.
Francesco Urbano
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L'evoluzione del meraviglioso - Dal mito alla fiaba moderna
Cosimo Rodia, Antonio Rodia
Liguori editore, Napoli 2012
pp. 212, euro 16,99
Lo studioso tarantino Cosimo Rodia, dopo la pubblicazione del manuale di Letteratura per l'infanzia La narrazione formativa (2010), ritorna in libreria, questa volta in collaborazione con Antonio Rodia, con un voluminoso saggio L'evoluzione del meraviglioso - Dal mito alla fiaba moderna, Liguori editore.
Il volume è uno studio storico-letterario-pedagogico diacronico sui racconti fantastici, dalle loro più remote espressioni fino alle nuove e sempre cangianti forme assunte nella società altamente tecnologica; si analizzano le prime fisionomie di narratività che vanno dal mito alla favola, alla Sacra Scrittura; si sofferma in particolare sulla nascita della fiaba letteraria, per giungere a quella moderna; attraversa, dunque, più di duemila anni di racconti fantastici che hanno accompagnato l'uomo nella sua esistenza.
Il testo presenta in una prospettiva pluridisciplinare autori e opere che a vario titolo hanno contribuito sia allo sviluppo della fiaba, sia al soddisfacimento del bisogno umano di meraviglioso; una produzione che ha fortemente caratterizzato nei secoli il "divenire" della letteratura per l'infanzia.
Il saggio è arricchito, inoltre, da una prefazione del prof. Hervè Cavallera, ordinario di Storia della pedagogia nell'Università del Salento e da una postfazione del prof. Angelo Nobile, professore Associato di Storia della letteratura per l'infanzia, presso l'Università di Parma.
Cavallera si sofferma, tra le altre cose, sugli aspetti fondativi della letteratura per l'infanzia, presentando una serie di proposte, aperte ad un confronto con le varie posizioni culturali; ribadisce che la letteratura per i soggetti informazione è pedagogica, quindi formativa.
Nobile ripercorre le molte mimetizzazioni della categoria del meraviglioso, che ha finito per incanalarsi in nuove proposte narrative, letterarie e mediatiche, partecipando dell'inarrestabile progresso tecnologico. Quindi, prendendo spunto dalla prefazione di Cavallera, avvalora la vocazione educativo-formativa del libro per ragazzi, da molti disconosciuta o negata.
Il volume si chiude con una ricca sezione bibliografica (divisa tra manuali storico-culturali, saggi sulla fiaba, narrativa di genere), utile per eventuali approfondimenti specialistici.
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Il Gongolone bianco di Fulvia Degl'Innocenti
Notes edizioni, Torino 2011
L'inappropriatezza del corpo nella fase della sviluppo, il desiderio di essere altro da sé, il bisogno d'amicizia, l'idea tragica di poter bastare a se stesso..., sono i tanti temi contenuti nella coloratissima fiaba, illustrata da Anna Cola: Il gongolone bianco, di Fulvia Degl'Innocenti, Notes edizioni.
L'Autrice lombarda, pur trovando, com'è usuale in letteratura, una debole traccia nella tradizione (nella fattispecie, nel brutto anatroccolo di Andersen), sviluppa la narrazione con originalità, mettendo in primo piano l'indifferibile bisogno umano di vivere in relazione con gli altri, per completarsi e garantire una crescita armonica.
Al sentimento narcisistico del Gongolone bianco, che vive in solitudine su un lago per essere ammirato e ammirarsi, si sostituisce lentamente un sentimento di vivere con e per l'altro, guadagnando in autenticità e felicità.
Quando la piccola Aurora, con la sua ingenuità e freschezza, spinge il Gongolone bianco a giocare a palla, invece di rimanere isolato ad ammirarsi, fa scoprire al volatile vanesio la risibilità della bellezza fine a se stessa e dell'inadeguatezza di una esistenza priva di relazioni significative: senza un'amica del cuore, si possono elencare solo solitudini.
Gongolone lo percepisce sulla propria pelle, tanto che l'assenza prolungata della bambina, per il sopraggiungere dell'inverno, porta il volatile a perdere lo slancio vitale e a trascurare la sua scintillante bellezza.
Gongolone bianco è un protagonista in cui tutti i bambini possono identificarsi e convalidare la convinzione che dopo aver scoperto l'amicizia non se ne può fare più a meno, perché in essa risiede il senso della vita.
I piccoli lettori, nel mimetismo del Gongolone bianco, potrebbero trovare un modello sia per crescere nella reciprocità, sia nella disponibilità a completarsi nell'altro, trascurando distinzioni di statura, di colore della pelle, di razze...
Cosimo Rodia
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Il cielo con un dito di Fulvia Degl'Innocenti e Mariolina a piedi nudi di Federica Dubbini
Raffaello Ragazzi, collana "Le Petite", Ancona 2012
Da poco più di un anno il Gruppo editoriale Raffaello ha avviato con la Raffaello Ragazzi, una interessante collana di narrativa per bambini a partire dai quattro anni: "Le Petite". Un cambiamento di rotta della casa editrice anconetana avvenuto con l'arrivo del nuovo Direttore editoriale, Patrizia Ceccarelli, una pistoiese che ben conosce la letteratura per l'infanzia e le sue finalità.
Le Petite ospita fiabe e racconti da leggere ai bambini in età prescolare o da far leggere a piccoli lettori che frequentano il primo biennio della scuola Primaria.
La collana ha avuto, nell'anno appena trascorso, un grande battesimo con cinque storie, sui cinque sensi, scritte dal ferrato, elegante e riconoscibile Roberto Piumini (dei cinque volumi, chi legge il primo: Il tatto del re leggerà anche gli altri), e con la fiaba di Anna Rossini Il primo volo di Tunga (la cui protagonista è una delle renne di Babbo Natale, che pur essendo la più piccola compie un'impresa eroica).
Le prime "Pepite" del nuovo anno donate al piccolo pubblico sono Mariolina a piedi nudi di Federica Dubbini, con illustrazioni curate dalla stessa autrice, e Il cielo con un dito della brava e affermata scrittrice lombarda Fulvia Degl'Innocenti, ed illustrato dalla valente Alessandra Vitelli.
Mariolina a piedi nudi è una fiaba velatamente educativa nella misura in cui si deve insegnare ai bambini di vestirsi o di lavarsi, scritta in godibili versi ottonari e in quartine a rima alternata (ABAB).
È la storia di una bambina a cui piace andare scalza. Un giorno però una fata le fa trovare delle stupende scarpine da ballerina e le fa calzare solo dopo essersi lavata. Mariolina si lava e le calza felicissima. La fatina sente di aver svolto il suo compito e torna in cielo.
Una fiaba avvincente, leggera e incantevole resa ancor più eterea dalla musicalità dei versi, originata dagli ottonari (il parisillabo più cadenzato della lingua italiana) e dalla regolarità del sistema rimario.
Non meno accattivante è l'aspetto cromatico del libro, in cui predominano colori pastelli e disegni dalle linee leggere ed essenziali.
Il cielo con un dito di Fulvia Degl'Innocenti è, invece, un raccontino tutto incentrato sull'equivoco della piccola Silvana di prendere alla lettera l'affermazione del padre di "aver toccato il cielo con un dito".
La piccola protagonista, come tutti i bambini, accoglie per vero ciò che dicono gli adulti e, principalmente, non conosce il linguaggio figurato (nello specifico l'iperbole).
Così anch'ella decide di accarezzare il cielo; dunque, si arrampica sugli alberi, su una botte, sul pagliaio..., senza riuscirci. Quando tenta di utilizzare una pertica, cade dall'alto pagliaio e fortunatamente finisce tra le braccia del papà. Questi apprende le ragione dell'acrobazia della figlia, sicchè le fa comprendere che il cielo sembrerà di toccarlo ogni volta "ci si sente felici da scoppiare".
Allora, la bimba si guarda intorno e nello scorgere la bellezza della natura e la vicinanza rassicurante del genitore, sente di toccare il cielo con un dito.
Come tutti gli scrittori, anche la Degl'Innocenti raccoglie a piene mani storie dalle esperienze infantili, lo dice senza celarlo all'inizio del raccontino, nel dedicare la sua bella "Pepita" alla madre Silvana.
Un racconto dolce e prezioso che arricchisce sicuramente mente e cuore, com'è nelle finalità della collana editoriale, specialmente se si riesce, come nel caso di specie, ad infondere nei piccoli lettori l'amore per le cose semplici, i giochi con gli oggetti dimenticati, le piccole avventure nel retro giardino, inseguire una farfalla o giocare con gli animali (veri).
La scrittrice guarda con garbo ai bambini e lo fa con occhi attenti e mai invasivi; palesa, col suo racconto, l'idea che la crescita ideale di un bambino è stare a contatto diretto con la natura, lontano dai giochi prefabbricati, che alla fine anestetizzano la creatività e l'intelligenza.
Degl'Innocenti esalta evidentemente col suo Il cielo con un dito il "fare", attraverso cui i bambini sedimentano la capacità di porsi domande e di risolvere direttamente i problemi. Il metamessaggio del racconto della piccola Silvana, allora, è di lasciare liberi i piccoli, metterli nelle condizioni di fare esperienze dirette (camminare in mezzo a galline o arrampicarsi senza l'apprensione maniacale dell'adulto...), poiché la personalità di un soggetto in formazione si forma lentamente sollecitando i ricettori sensoriali, con il guardare, toccare, assaporare..., o percependo colori, forme, distanze, suoni, silenzi...
Cosimo Rodia
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Il principe azzurro (ma proprio azzurro)
Gianna Marrone
Lavieri edizioni, S. Angelo in Formis - Ce 2011
Oggi con coraggio e con civiltà si registra in più ambiti un'attenzione particolare all'alterità: dalle scienze dell'educazione, alla letteratura, all'antropologia... Una questione viva specialmente con l'inveramento della globalizzazione operata dai nuovi strumenti telematici, che ci fa toccare con mano il senso della diversità. Inoltre, oggi più che ieri si registra il grande esodo dai paesi in via di sviluppo (per guerre civili, fame, desertificazione....) verso i paesi opulenti o postmoderni, da rendere cogente l'intreccio di uomini, lingue, culture, religioni...
La letteratura, sempre anticipatrice (o solo testimone) di grandi avvenimenti, registra anche nel caso di specie questi temi, tanto da poter dire che la nostra letteratura per l'infanzia ha dato meritoriamente il suo contributo; è il caso di ricordare: Ziliotto, Gandolfi, Masini, Piumini..., che hanno saputo affrontare la diversità da diverse angolature.
Agli scritti di questa schiera si aggiunga ora la simpatica fiaba di Gianna Marrone, pubblicata nelle edizioni Lavieri: Il Principe azzurro (ma proprio azzuro), un cartonato multicolore, efficacemente illustrato da Erika De Pieri.
Il plot. In un regno lontano nasce un principe tutto azzurro; gli affibbiano i nomi di Arturo Bernardo Cordelio, per accontentare i genitori e le amate zie, per chiamarlo infine solo Arbecò.
Dopo un'infanzia felice, giunge per il principe il momento di prendere moglie; i genitori organizzano una festa e invitano la principessa del reame vicino, bella, ricca ma poco "intelligente"; nel corso della cerimonia avviene l'inaspettato: il principe è rifiutato proprio dalla prescelta, perché la principessa non vuole sposare "un principe tutto azzurro", in quanto il sogno è azzurro e non la realtà, dunque ella non sposa un sogno...
Arbecò scopre l'infelicità, per la prima volta nella sua vita qualcuno non aveva apprezzato la sua bellezza, la sua bontà e la sua intelligenza.
Dopo alcuni anni il principino, convinto di essere vittima di un incantesimo, parte in cerca dell'antidoto. Lungo il cammino incontra gente di lingue e culture diverse e nessuno nota il colore della sua pelle, proprio come succedeva nel suo regno.
Prima di concludere il viaggio, decide di visitare un ultimo paese: gli uomini hanno gli occhi a mandorla e bevono da una fonte che li rende felici. Allora, si reca al castello del re per chiedergli se conosce il modo per liberarlo del suo incantesimo. Ma alla fortezza incontra la principessa coi capelli neri, gli occhi a mandorla, bella e dolce come nessuno, di cui s'innamora, e quando è di fronte al re anziché chiedere una soluzione al suo problema, domanda la mano di sua figlia. Il sovrano accetta e i due giovani si sposano; alla festa partecipano lieti i sudditi dei due regni e tutta la gente che Arbecò aveva conosciuto nel corso del suo lungo viaggio. L'unica afflitta è la principessa vanitosa e poco intelligente che mai più avrebbe trovato un principe azzurro, bello, amato e giusto come Arbecò.
Muovendosi lungo i canoni della fiaba classica, immediatamente la docente romana, infarcisce Il principe azzurro, operando con una serie di figure narratologiche: avvia una serie di inferenze con altre fiabe come "Il vestito dell'imperatore" o "Il principe ranocchio" o "Cenerentola"...; opera con il procedimento narrativo di interloquire con il lettore, chiamandolo in causa, secondo il procedimento simile all'apostrofe (di cui da esempio Queneau nel suo Esercizi di stile); usa spesso la figura dell'ironia, con l'intento di mostrare alcune esagerazioni degli adulti (è il caso di Arbecò che diventa un oggetto su cui re, regina e zie, trasferiscono i loro affetti spesso totalizzanti).
Ci troviamo allora di fronte ad una fiaba sui generis: classica nell'impianto (con un principe che parte, compie il suo viaggio iniziatico, si sposa) e moderna per l'interlocuzione che s'avvia nel testo di tanto in tanto tra il narratore e il lettore.
In questa cornice narrativa, Gianna Marrone presenta in maniera leggera il problema della diversità; un aspetto umano che spesso non costituisce un peso per il diverso (o per coloro i quali sono sgombri da pregiudizi): lo è per chi si sofferma sugli aspetti esteriori e giudica secondo preconcetti.
Sia lo stesso principe, sia i suoi sudditi, sia la gente che incontra viaggiando non si accorgono del suo colore; o meglio, la pigmentazione della pelle di Arbecò non costituisce un freno nei rapporti franchi e di amicizia.
Alla fine l'Autrice non la da vinta al luogo comune, perché il finale è un riconoscimento della diversità, quale condizione di arricchimento dell'umanità; vi è un'apertura di credito alla tolleranza nella diversità; chi rimane legato a vecchi stereotipi (che tanto danno hanno arrecato all'umanità) di superiorità razziale o di supposti caratteri assoluti di bellezza, aspetta ai margini in attesa di quel principe agognato che non arriverà mai.
Cosimo Rodia
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"Leggere per crescere!" Far amare la lettura ai ragazzi... sin dai primi mesi di vita!
Ospiti della serata il prof. Daniele Giancane, docente di Storia della Letteratura per l'infanzia presso l'Università degli Studi di Bari - la dott. Arianna Gravina, bibliotecaria, membro del coordinamento regionale AIB - Progetto nazionale "Nati per leggere" il dott. Vito Lisi, pediatra, membro del coordinamento regionale ACP - Progetto Nazionale "Nati per leggere", il dott. Domenico Damascelli, vicesindaco del comune di Bitonto. È presente la dott. Gianna Lomangino, titolare della libreria Hamelin, ha coordinato i lavori e moderato il dibattito la prof. Marianna Carrara, responsabile di laboratori di scrittura creativa presso la libreria Hamelin.
Un evento speciale, patrocinato da "NATI PER LEGGERE", è stato organizzato dalla "Libreria Hamelin", il 19 dicembre 2011 a Bitonto, nella chiesa di San Giorgio Martire, sede del Centro Ricerche di Storia e Arte. Il convegno, aperto a docenti e genitori impegnati nel gravoso ruolo di educatori, aveva l'intento di fornire preziosi strumenti di approfondimento e di ricerca per sollevare questioni nodali e aprire un dialogo costruttivo, al quale purtroppo non si è molto avvezzi. Non poteva che essere la chiesa di San Giorgio con il suo scenario particolarmente suggestivo, sacro ai bitontini per il glorioso passato di storia, tradizioni e arte, il posto più adeguato per parlare seriamente di formazione!
Il Progetto Nazionale Nati per leggere, promosso dall'Associazione Italiana Biblioteche (AIB), dall'Associazione Culturale Pediatri (ACP) e dal Centro per la Salute del Bambino, ha l'obiettivo di diffondere la pratica della lettura ad alta voce sin dai primi mesi di vita. Un'attività che aiuta il bambino nel suo percorso di crescita, ne stimola la curiosità e l'intelligenza, accrescendo lo spazio di intimità con l'adulto che legge. E' stata, pertanto, ribadita l'importanza della lettura, di conoscere il complesso mondo della scrittura per ragazzi nel suo sviluppo storico e nelle espressioni più recenti, per capire come il libro può entrare nel percorso formativo attraverso il ruolo degli educatori, spesso soli nel dibattersi con tutte le problematiche connesse all'approccio educativo. Basta mettere un libro nelle mani del bambino per poter costruire adeguati percorsi formativi? La risposta arriva dal saggio di storia e critica pedagogica "Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza" di Angelo Nobile, Daniele Giancane e Carlo Marini, che viene presentato, suscitando l'interesse di numerosi docenti e genitori presenti. La trattazione per problemi pone forte attenzione proprio agli aspetti formativi della lettura e richiama spesso il ruolo di filtro e di orientamento dell'adulto-educatore. Si sottovaluta la profonda e duratura incidenza dei contenuti narrativi sulla personalità, la pur denunciata presenza di libri non sempre rientranti nella categoria dell'adatto, all'interno dell'editoria per ragazzi.
Nel corso del Convegno si da voce ai principali soggetti promotori di "Nati per leggere", che operano all'interno del nostro territorio. La dott.ssa Arianna Gravina, responsabile della Biblioteca Comunale di Trani, illustra le molteplici attività che la biblioteca offre al territorio di riferimento in uno spazio dove i bambini esercitano liberamente il diritto alla lettura, vivono momenti di svago e di piacere, avulsi dal fardello del dovere scolastico, ma non per questo meno formativi. La realtà della Biblioteca di Trani non è, purtroppo molto diffusa sul territorio ma potrebbe svegliare le menti intorpidite di amministratori insonnoliti o distratti da altro. Il vicesindaco, dott Domenico Damascelli, si è impegnato a sostenere le attività della Biblioteca di Bitonto e a migliorarne il servizio, anche con il supporto della Libreria Hamelin, libreria specializzata nel settore e sede dell'omonima Associazione Culturale, impegnata nella promozione della lettura, attraverso molteplici attività ed eventi.
E' stato molto interessante ascoltare il dott. Vito Lisi, pediatra bitontino, membro del coordinamento regionale ACP, che ha spiegato scientificamente l'importanza della lettura ad alta voce sin dal grembo materno, per rafforzare il legame affettivo tra mamma e bambino e stimolare, nel corso della crescita, lo sviluppo cognitivo, il linguaggio e la capacità di apprendimento. Nel rispetto degli obiettivi del Progetto, il dott. Lisi ha dotato il suo ambulatorio di materiale informativo e lo ha messo a disposizione dei genitori; periodicamente, ospita lettori volontari, che animano il momento dell'attesa, raccontando storie ai piccoli pazienti. Due giovani lettrici si sono espresse in termini entusiastici dell'esperienza fatta nell'ambulatorio del dott. Lisi.
Il prof. Daniele Giancane, docente di Storia della Letteratura per l'infanzia presso l'Università degli Studi di Bari, ha parlato della svolta rodariana e della centralità del bambino, dopo un certo orientamento del passato; si è soffermato sulla "Letteratura trasgressiva" apripista "Gianni Rodari", che introduce temi sociali. Il prof. Giancane ha ribadito l "Educatività" della letteratura e ha indicato libri e autori, considerati importanti punti di riferimento da una seria critica letteraria Si è parlato anche del libro game, di Geronimo Stilton e del fenomeno " HARRY POTTER", dell'esplosione del Fantasy e fantascienza nel terzo millennio. Ma nella civiltà tecnotronica, che sembra aver alzato un muro tra generazioni, ha ancora senso leggere? Daniele Giancane, con l'autorevolezza del suo pensiero, non demonizza la tecnologia, come spesso accade. "La tecnologia non ha mai interrotto le abitudini di un buon lettore" - precisa. E' ancora molto importante, dunque, che gli educatori sappiano accendere la motivazione alla lettura nelle scuole e in famiglia. Lo dicono i pediatri, attribuendo al libro il merito di essere un formidabile mezzo di formazione, di profonda relazione, di stimolo dell'intelligenza, di arricchimento di linguaggio. Lo ribadiscono educatori autorevoli, sostenendo che il libro è palestra di criticità, garante di autonomia di giudizio, di libertà di pensiero e di opinione "Già nel grembo materno il feto si mostra sensibile ai suoni e i rumori dell'ambiente che lo circonda ... Con la venuta al mondo, attraverso l'ascolto di filastrocche, cantilene, e "raccontini della pappa" dalla calda e carezzevole voce genitoriale, avviene l'introduzione alla lettura. ("Letteratura dell'Infanzia e dell'adolescenza")
La serata si conclude con l'ascolto di racconti fiabeschi a cura di Daniele Giancane, che hanno in sé l'identità della provincia tratti da "Fiabe in terra di Bari" e "Fiabe di Capitanata" letti da tre studenti liceali, Valentina Capocchiano, Antonella Castellano e Michele Cannito e infine con la presentazione dell'ultima creatura di Giancane: "Storia e leggenda di Federico II" illustrazioni di Liliana Carone, prima monografia dedicata ai personaggi più significativi della storia e della tradizione pugliese.
Marianna Carrara



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Storia e leggenda di Federico II il fanciullo della Puglia e i misteri di Castel del Monte
di Daniele Giancane
illustrazioni di Liliana Carone
Adda Editore, 2012
Pensato per i più piccoli, questo agile libretto dai colori smaglianti accompagnato da brevi testi a misura di bambino inaugura una serie di monografie dedicate ai personaggi più significativi della storia e della tradizione pugliese. Iniziare con Federico II è quasi d'obbligo per solleticare la curiosità dei bimbi proiettandoli nelle atmosfere quotidiane e avventurose di un imperatore medievale, con il suo seguito di fidi cavalieri, bellissime dame, la sua passione per la caccia, il suo castello prediletto ancor oggi custode di misteri irrisolti.
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"Tutti con Ago" del duo Latorre Santini, Adda Editore, continua il suo viaggio.
AGOstino e FILIberto, i due protagonisti, hanno di recente incontrato i bambini del IX circolo didattico di Bari (novembre 2011) ed il giovane pubblico presente alla seconda edizione di "Libr'amiamoci per Natale", presso la Biblioteca Comunale di Cassano Murge (dicembre 2011).
AGO e FILI hanno imbastito un colorato repertorio di giochi, filastrocche ed attività ludico-laboratoriali artigianalmente confezionato dalle autrici, "un'originalissima rappresentazione di un testo, di una favola invero... È stato un pomeriggio di metaletteratura dove i personaggi, abilmente fatti scomodare dalle pagine da parte degli stessi autori, si sono presentati da sé. Paola e Maria Pia, o Maria Pia e Paola, non importa, il brand funziona lo stesso, hanno invogliato i piccoli a partecipare a questa rappresentazione immaginifica di Tutti con Ago. Una rappresentazione interattiva, oseremmo dire -una rappresentazione in 3D di un testo- i cui effetti erano tangibili. I bambini hanno ascoltato la lettura, tutti hanno recitato, ma proprio tutti, alcune filastrocche del libro, hanno cantato la storia sopra un motivo rap". (Ezio Tullo in Barilive 29/11/ 2011)




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Il libro dei regali straodinari
Illustrato da N. Choux, É. Géhin, M. Sadat, R. Saillarddi
EDT-Giralangolo, 2011
Collana Picture Books
pp. 96
Codice ISBN: 978-88-6040-871-6
Natale, tempo di regali e di grattacapi...
Non è facile affidare a un dono l'ambasciata dei propri sentimenti, gratitudine, affetto, amore... e quando bisogna fare un regalo a un bambino la faccenda si complica: deve essere un regalo originale, divertente, magari educativo. Facile a dirsi!
E se regalassimo un libro che è un distillato di fantasia e allo stesso tempo una "macchina per accendere la fantasia" dei bambini? Un libro che parla di regali che non esistono ma che fanno sognare: un albero di caramelle, un biglietto per la giostra valido per tutta la vita, un pallone da calcio da interni per giocare senza rompere niente, una penna che sa tutto da portare sempre con te, un cuscino e una coperta fatti di nuvole, e tanti altri regali magici, fantastici e straodinari!
(f.u.)
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Commento - A proposito dell'articolo Quando l'ideologia fa velo, apparso su "Andersen", novembre 2011, a firma di P. Boero e W. Fochesato.
È bislacco leggere alcuni interventi di accademici, sciupati dietro sterili e improduttive polemiche.
Chi ravvisa la firma di Pino Boero e Walter Fochesato sotto un articolo, si aspetta di leggere un intervento di alto profilo e zeppo semmai di intuizioni interpretative, utili per la ricerca. Invece no. I due studiosi sono caduti in una disputa infeconda, sulla rivista "Andersen", n. 286, novembre 2011.
E la perplessità nasce non tanto per la polemica in sé (siamo avvezzi al mondo!), ma almeno per due ordini di motivi.
Primo. L'articolo su "Andersen" inizia con un passaggio di merito che ha per oggetto il recente saggio monografico sullo scrittore Marino Cassini (A. Nobile, a cura di, Marino Cassini, scrittore per ragazzi, animatore, critico e saggista, Liguori, Napoli 2011): saggio scritto a più voci, e il sottoscritto è l'ultimo di questa schiera. Si dice, tacendo accuratamente il nome del curatore, che il volume pur meritorio, quale giusto tributo allo scrittore ligure, ha il limite di essere una semplice schedatura libraria, più che un vero saggio critico.
Un giudizio del genere se fosse rivolto solo al mio intervento, da ultimo della classe, ne farei tesoro per migliorare, ma rivolto a colleghi di lungo corso accademico o comunque a scrittori e critici conosciuti e stimati (mi riferisco in particolare a Ermanno Detti e a Beatrice Solinas Donghi), lo trovo certamente inelegante, carente di bon ton e di spirito di corpo (e si badi bene, qui non si bolla la polemica, quella che poggia sul confronto aperto di fatti e teorie, ma quella svolta sul conto della massaia). Oltre tutto, i due principali obiettivi della polemica di Boero, Nobile e Giancane, sono autori di studi apprezzati anche a livello internazionale e che sono stati tradotti in altre lingue. Che l'intervento di Boero sia dettato da risentimento per non essere stato coinvolto nell'iniziativa? Questo spiegherebbe il tono dell'articolo e l'attacco personale, nel soprastante box, al curatore della monografia, con toni del tutto al di sopra delle righe, ai quali francamente non siamo abituati, almeno su una rivista rivolta a operatori del settore. Ma su questo punto lasciamo il giudizio al lettore.
Secondo. Nell'attacco ad Angelo Nobile, docente di Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza all'Università di Parma, che mi sembra il bersaglio principale dell'articolo - e ci piacerebbe conoscere le ragioni profonde di tanta ostilità (rivalità personale, contrasto ideologico o perché Nobile testimonia un differente, non gradito e fors'anche temuto approccio critico, di carattere psico-pedagogico e valoriale, al libro per ragazzi?) - cade anche il prof. Daniele Giancane, Università di Bari, anch'egli colpevole, con la sua indipendenza di giudizio, di rappresentare una voce non allineata all'interno della critica del libro per ragazzi.
La polemica contro lo studioso levantino prende lo spunto da una nota di Angelo Nobile, apparsa nel suddetto volume, nella quale Giancane viene menzionato e lodato per avere, da antesignano, riportata l'attenzione sulla figura e l'opera di Giuseppe Fanciulli, oggetto dell'ostracismo di molta critica ideologicamente schierata, e in primis di Pino Boero, per la sua asserita collusione col fascismo. Nell'articolo viene appunto rimproverato a Giancane di aver rivalutato Giuseppe Fanciulli, quale scrittore importante ed ineludibile della letteratura per l'infanzia.
Al di là di una certa insolenza degli estensori nell'imputare preventivamente e gratuitamente a Giancane (e a Nobile) di non conoscere gli studi specialistici sull'argomento, c'è il passaggio su Fanciulli che merita una puntualizzazione. Gli estensori Boero-Fochesato ragionano in questa maniera: come riconoscere a Fanciulli un tributo di merito se ha scritto alcuni romanzi apertamente asserviti al regime e che hanno favorito tra i bambini la mitizzazione del duce?
Per il peccato originale, lo scrittore non può che essere cassato e recuperato solo come testimonianza dell'asservimento della scrittura al bisogno del fascismo.
Cosa ha detto Giancane nella monografia Giuseppe Fanciulli. Maestro della letteratura per l'infanzia, Levante, Bari 1994, e ribadito in altri consessi? Ha estrapolato dalle oltre 170 opere dello scrittore fiorentino, autore anche di importanti saggi di carattere pedagogico e psicologico, alcuni romanzi significativi, che conservano una singolare attualità, come L'Omino turchino, Fiore, Lisa-Betta, La barca della fortuna, Il Canto delle Creature...
Ci fermiamo qua, perché il ragionamento che vogliamo fare non poggia sulla lunghezza dell'elenco (anche un solo libro è bastevole per la nostra confutazione).
Ora, lontano da ipoteche ideologiche (chi potrebbe immaginare Giancane di destra!? Lo si chieda agli oltre 1400 studenti che frequentano annualmente i suoi corsi di insegnamento all'Università di Bari!), Giancane individua in alcuni libri (e naturalmente, non in tutti) di Fanciulli taluni aspetti paradigmatici della buona letteratura per l'infanzia. Si pensi allo stile lieve e ai passaggi panici, con la natura esaltata per la sua purezza e fonte di vita; alla capacità di creare immagini sempre dal punto di vista del bambino, elaborando un linguaggio pronto a servire l'immaginazione del piccino; o ancora la capacità di Fanciulli di affrontare i temi umani importanti, come la solitudine, la vanità (in Il Canto delle creature); o l'affermazione del sentimento che ognuno è parte di un grande mosaico, tessera fondamentale (simbolicamente, dunque, ognuno deve essere rispettato e valorizzato per quello che è, perché dall'insieme di voci si giunge all'armonia del coro).
Giancane sa riconoscere e sottolineare alcuni passaggi narrativi retorici o troppo lirici di Fanciulli, ma sa anche leggere e valorizzare le singolarità di un grande scrittore. Lisa-Betta, ad esempio, è considerato dallo studioso pugliese (e da tutta una tradizione critica non irreggimentata) un piccolo capolavoro, perché con la bina tipicizzazione della protagonista, che racchiude in sè la parte buona ed obbediente e la parte capricciosa, Fanciulli ha la capacità di rappresentare i sentimenti della solidarietà e dell'egoismo... , ambivalenza tipica del bambino, naturalmente contraddittorio perché alla ricerca della propria identità. Romanzo a-ideologico e capace di narrare con linguaggio appropriato l'infanzia nel suo divenire.
Chiarito il merito dell'operazione giancaniana, su cui si può essere d'accordo o meno, ma che merita attenzione e rispetto, anche perché, come sottolinea Nobile, condotta "controcorrente" (altri riconoscimenti di studiosi ricordati da Boero, che ne prende pretesto per accusare infondatamente Nobile e Giancane di non averli letti, sono stati parziali e molto successivi), e allontanando lo sguardo, sorge un'altra domanda. Uno scrittore che ha pagato un tributo (tanto o poco non importa) ad un regime illiberale ed ha scritto nel frattempo romanzi adeguati all'infanzia, deve essere ignorato?
Chi scrive è dell'avviso che ogni libro ha una storia a sé, una valenza propria, ha richiami e messaggi esclusivi..., dunque, non è possibile che un libro (o tanti libri) inchiodino l'autore in una definizione onnicomprensiva. Ogni opera potrebbe contenere l'autore tout court, come contenerlo parzialmente. Ogni opera non è inclusiva ma è esclusiva, dunque la valutazione non può che essere fatta sulla "parte", che vive di luce propria.
Ciò premesso anche chi ha pagato dazio al fascismo (comportamento che va comunque storicamente contestualizzato e allora comune a tanti scrittori e alla stessa stampa periodica per ragazzi - emblematico il caso del "Corriere dei Piccoli"), sul piano meramente potenziale, può aver scritto qualcosa universalmente valido; non credo che l'aver avuto la tessera del fascio sia una discriminante per valutare un buono o cattivo scrittore, o anche, in riferimento allo scrittore per l'infanzia, per definire l'insieme della sua opera come non formativa, una volta espunti quei pochi libri, del resto irrimediabilmente datati, che nessuno potrebbe pensare di dare in lettura a dei bambini o ragazzi, e che questi da parte loro si guarderebbero bene dal leggere. Chi si sognerebbe di applicare questa categoria a Pirandello oppure a Ungaretti, che ha dato alle stampe la prima silloge prefata da Benito Mussolini (raccolta che ha rivoluzionato la poesia del Novecento)?
Dunque un romanzo deve essere analizzato con altri parametri che non possono essere quelli partoriti dal pregiudizio o dalla pregiudiziale ideologica (che non è ovviamente categoria letteraria).
Queste precisazioni non siano lette come benzina gettata sul fuoco, anche perché vivendo alle periferie dell'impero, non avrei nessun interesse; è solo un bonario invito rivolto ai due critici a volare alto, evitando sterili polemiche personali e rinunciando a erigere steccati ideologici e disciplinari, per disporsi francamente al dialogo, al confronto e all'accettazione del punto di vista altrui. La letteratura giovanile ha una vocazione interdisciplinare e tutti i contributi (storici, letterari, pedagogici, psicologici, sociologici, semiotici, didattici...), sono ugualmente preziosi e concorrono alla sua crescita, senza esclusioni e preclusioni.
Cosimo Rodia
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La S.V. è invitata alla presentazione del volume
FIABE UNGHERESI
Besa Editore
a cura di Francesco Spilotros
Lunedì 28 novembre 2011 ore 18.00
presso 2° Circolo Didattico San Giuseppe - Mola di Bari
info: 347.960.27.53 - franspilotros@libero.it
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La via della seta
di Angela Giannelli
Secop edizioni, 2011
Collana Poesia
Euro 10,00
Tutto si addensa e si aggruma intorno alla PAROLA e si libera dalla PAROLA. E ogni parola è sfida e sogno e rimpianto e scommessa e rinascita e abbandono e rivincita con rimandi continui ad altri poeti, rimbalzando dal Cantico dei Cantici al Vangelo in un tormentoso e tormentato ricordo d'amore, polla sorgiva d'inarrestabile poesia, tra presente e passato, ancora presente e dischiuso verso un futuro sempre possibile "sull'inevitabile finire della sera" prima che giunga la notte e ridisegni nel buio una sconfitta. (Angela De Leo)
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Una palla nel cuore
di Angela Giannelli
Adda Editore, 2011
Collana Scritture meridiane per ragazzi
pp. 112
La storia di Miki e della sua passione sportiva, attraversata dai progetti e dai sogni per il futuro ma anche dalla delusione. Quasi un pretesto per riflettere complessivamente sul mondo degli adolescenti, sul loro rapporto con la scuola, la famiglia, i coetanei, i sentimenti, le incognite, le paure, le ribellioni e le scelte di un'età difficile.
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Fiabe ungheresi
a cura di Francesco Spilotros
Besa Editore, 2011
pp. 148
Fiabe ungheresi è una raccolta di 50 fiabe che ha l'ardire di affrontare in campo aperto questioni educative di alto profilo.
Con una lettura trasversale che coinvolge tutte le fiabe, si può affermare che il progetto educativo che portano avanti, unitariamente, è quello per una società democratica che faccia del dialogo la sua dimensione fondativa.
Le fiabe ungheresi spingono verso un'educazione che sia impegno ad elaborare e coltivare una tensione infinita sia verso la realtà esterna sia verso una realtà interna, verso se stessi alla continua ricerca di significato. E lo fanno preparando alla vita i giovani lettori attraverso mille temi, svariati personaggi, infinite avventure, multiformi situazioni.
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Esperienze di educazione sessuale nella scuola media
di Giovanna Righini Ricci
a cura di Cosimo e Antonio Rodia
Artebaria edizioni, Taranto 2011
pp. 204, Euro 9.
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È stato recentemente ripubblicato il volume Esperienze di educazione sessuale nella scuola media di Giovanna Righini Ricci, Artebaria editrice, curato dagli studiosi Cosimo e Antonio Rodia, in una versione riveduta e ampliata rispetto a quella del 1974.
Il libro contiene un percorso educativo che la scrittrice di Lugo di Romagna ha realizzato nella sua attività didattica negli anni Settanta. Un volume che focalizza l'attenzione su un argomento oggi diventato curriculare, almeno per ciò che riguarda l'aspetto scientifico (l'argomento è trattato nelle ore d'insegnamento di scienze), e, ancor più, riflette sulle problematiche che coinvolgono il soggetto in formazione, proprio in una fase della vita in cui la metamorfosi pone problemi di identità, di stabilità, di ruolo...
Esperienze di educazione sessuale nella scuola media è importante per le proposte elaborate dalla docente romagnola; ella, infatti, sposta per la prima volta l'asse della discussione sul problema educativo, affermando che la sessualità deve essere affrontata con uno sforzo sinergico dalla scuola, dalla famiglia, dal territorio, anticipando la formazione integrale, su cui si sarebbe innervata l'attività legislativa che ha cambiato la scuola negli anni successivi.
Il libro è un diario di bordo, in cui la scrittrice presenta con la disinvoltura della pioniera le qualità, le attitudini e la specializzazione necessarie per svolgere adeguatamente la funzione docente; competenze che vanno da quelle psicologiche a quelle sociologiche, da quelle mediche a quelle umane...
Il volume ripubblicato va letto, anche, come uno dei primi approcci militante al tema della sessualità, anche se è principalmente un libro sull'affettività, in cui il ragazzo è visto nelle sue varie sfaccettature: come scolaro, figlio, preadolescente (adolescente), ex-fanciullo...
Il volume inoltre contiene un corposo saggio introduttivo a firma dei due curatori, che dà conto tra l'altro della storia dell'educazione sessuale in Italia, del come l'argomento sia trattato in altri paesi europei e del ruolo che dovrebbero svolgere famiglia, scuola, chiesa. Conclude il volume un'appendice che riporta recensioni e stralci di relazioni di studiosi che nei vari convegni si sono interessati della scrittrice e in particolare di Esperienze di educazione sessuale nella scuola media.
Il testo è rivolto ai docenti, ai genitori e a tutti coloro i quali svolgono, a vario titolo, un ruolo educativo nei confronti di fanciulli, preadolescenti e adolescenti.
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Due premi per Liliana Carone
Schwanenstadt (Austria), 8 ottobre 2011
Lo scorso 8 ottobre Liliana Carone ha presenziato la Premiazione del Nono Concorso Internazionale "Sulle ali delle farfalle e dei cigni" 2011 indetto dal comune di Schwanenstadt (Austria) nel quale è stata premiata con l'Anerkennung der jury per il progetto-libro intitolato "S'io fossi" del quale è autrice (testo e illustrazioni).
Inoltre ha ritirato il secondo premio per il progetto-libro intitolato "Il profumo dei colori" del quale è autrice delle illustrazioni, mentre il testo è di Anna Baccelliere.

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"Tutti con Ago" alla Don Orione di Bari
Bari, 26 ottobre 2011
Maria Pia Latorre e Paola Santini presentano "Tutti con Ago" mercoledì, 26 ottobre, alle ore 16,00, presso la Scuola Don Orione (Bari), all'interno della rassegna dei Mercoledì Letterari.
"Tutti con Ago" è un racconto per bambini di 7-9 anni e narra l'esperienza fantastica vissuta da due protagonisti, Filiberto e Ago.
Un'utile occasione per far conoscere ai giovanissimi lettori il mondo del passato, attraverso i mestieri di una volta, gli alberi e le piante, le diversità biologiche e la ciclicità della natura, e, soprattutto, affascinare i giovani all'importanza della scienza e della ricerca.
Anche le schede didattiche sono assai centrate e risolte con modalità ludica (giochi, coinvolgimenti quasi 'interattivi', inviti al disegno).

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Laboratorio al Parco Don Tonino Bello
Bari, 18 Settembre 2011
Il 18 settembre scorso la socia Liliana Carone ha tenuto un laboratorio al Parco Don Tonino Bello di Bari. I bambini sono stati invitati a costruire la loro "borsa della spesa" e a riempirla con gli alimenti ritagliati dai volantini pubblicitari.


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Maggio 2011: esce L'Aquilone n.5
Organo Ufficiale dell'Associazione L'Aquilone
In questo numero:
- Unità d'Italia e narrativa per ragazzi di Giuseppe Capozza
- Il bosco e il demoniaco nelle fiabe dei fratelli Grimm di Daniele Giancane
- La fiaba d'autore pugliese di Cosimo Rodia
- Tutti con Ago: i motivi di un libro di Maria Pia Latorre e Paola Santini
- "Il tesore sepolto" visto da Giulia Notarangelo di Giulia Notarangelo
- Il tesoro di Itria di Angela Giannelli
- I nuovi Media: tra rischio e risorsa di Anna Altamura
- Furbo, il signor Volpe di Caterina Rotondo
- Percorso narrativo nel mondo di G. Poli Di Santo di di Valentina Lobosco, Luigi De Gennaro - III D
- Amici d'infanzia di Francesco Urbano
- La narrazione formativa di Angela Giannelli
- La libreria Hamelin... "Una stella di nebbia" a Bitonto! Una storia che sa di fiabesco... di Marianna Carrara
- Un'esperienza didattica sull'haiku di Elvira Leone
- Poesie di Marco Scantamburlo
- I soffi di Calliope di Francesco Spilotros
- C'era una volta di Maria Mastrovito
- Spigolando su la Fiera di Bologna di Cosimo Rodia
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Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza
Angelo Nobile, Daniele Giancane, Carlo Marini
Editrice La Scuola, Brescia 2011, pp. 352.
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È stato recentemente pubblicato Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza di Angelo Nobile, Daniele Giancane, Carlo Marini, Editrice La Scuola; tre docenti di Letteratura per l'infanzia rispettivamente nelle università di Parma, Bari, Urbino.
Uno studio di ampio respiro che riesce a coniugare l'aspetto informativo-divulgativo con quello critico-problematico, quest'ultimo particolarmente approfondito da Angelo Nobile fin dal primo denso capitolo, in cui affronta questioni fondative della critica del libro per ragazzi, oggi spesso ignorate: la natura della letteratura cosiddetta "per l'infanzia" e il suo ambito di competenza, i suoi rapporti con la pedagogia e la psicologia, il problema della denominazione della disciplina e quello dell'approccio critico più congruo al libro per ragazzi, i requisiti del critico...
Per una disciplina in fieri probabilmente si è reso necessario un approccio ampio, anche per via di un settore editoriale di grande vivacità, per la presenza di molti scrittori sulla scena letteraria e per i grandi interessi economici che vi ruotano.
Un interesse per il libro per ragazzi contraddittorio se si guarda al fenomeno dell'analfabetismo di ritorno, ma proprio su alcuni punti deboli potrebbe avere buon gioco la sempre presente logica adultistica che utilizza la letteratura per l'infanzia per fini strumentali e per far passare stili, modus operandi, visioni del mondo distanti da quello infantile.
Ebbene, Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza è un manuale nuovo, principalmente per come sono trattati i vari temi, che, al di là della condivisione delle posizioni espresse, aprono a ventaglio una serie di questioni cruciali che meritano approfondimenti.
Andando per ordine, il fine dello studio è certamente informativo nella misura in cui dedica più della metà della sua grossa mole alla storia della disciplina, dall'origine fino al terzo millennio, seguendo, con un taglio storico-cronologico, una linea del tempo su cui sono posti scrittori e opere che hanno dato forma e sostanza alla letteratura per l'infanzia.
Marini ha curato la storia della disciplina da quando l'uomo mescolava e contaminava racconti (originando: miti, leggende, racconti popolari), alla nascita della fiaba letteraria nel XVIII secolo, fino all'esplosione, col romanticismo, della trascrizione della fiaba, caricata di religiosità e di patriottismo. Il professore di Urbino si sofferma su una serie di romanzi che nell'800 delineano una nuova letteratura per i soggetti in formazione, andando da Melville a Kipling, da Twain a London, da Verne a Dickens. E in Italia, quantunque in ritardo, appaiono opere celebri poi tradotte in tutto il mondo: Pinocchio, Cuore, Gianburrasca. Marini non manca di presentare la produzione letteraria del primo Novecento e di ribadire come nel ventennio fascista la letteratura per l'infanzia diventa uno strumento d'inculturazione, per rinascere nel secondo dopoguerra con Rodari e con romanzieri di forte impegno sociale e civile.
Dei "favolosi" anni Settanta in poi si occupa Giancane, che con un incedere leggero ed elegante nella scrittura, attraversa la novità del teatro-ragazzi che nasce sulle teorie di Grotowsky, Artaud e Barba e racconta la forza dirompente dei nuovi romanzi impegnati, che hanno il pregio di parlare della realtà e dell'uomo, mantenendo centrale l'infanzia; della lunga schiera, Giancane cita: Gianni Rodari, Alberto Manzi, Giovanna Righini Ricci, Luciana Martini, Rossana Guarnieri, Marcello Argilli, Mino Milani, Domenico Volpi... Di ognuno, lo studioso barese, segnala libri, richiama contenuti e rileva le peculiarità. Affronta, poi, la nascita e la lenta sedimentazione dei generi letterari che vanno dall'avventura al fantascientifico al fantasy, non trascurando di trattare l'apparizione dei manga e nippocartoons che esplodono negli anni Ottanta.
Seguendo la successione cronologica, Giancane si sofferma proprio sulla svolta degli anni '80, in cui abbondano le traduzioni di libri stranieri, evidenziando i titoli pubblicati e la nascita di nuove collane editoriali; in cima a questo grande movimento, v'è la consapevolezza di dare vita ad una letteratura che non sia "altro" dalla vita reale, ma libri capaci di dare ai giovani lettori l'idea del mondo in cui vivono; il lunghissimo elenco annovera: Roald Dahl, Bianca Pitzorno, Angela Nanetti, Roberto Piumini...
Il professore della città levantina non manca di soffermarsi sul fenomeno della nascita del libro-game e dell'esplosione negli anni Novanta del genere horror, col ruolo non secondario giocato da Stephen King, per giungere a rappresentare una serie di libri negativi e testimoni di un tempo in cui sono messe in crisi le istituzioni e i valori cardini della società; storie di famiglie complicate, rappresentate come normali situazioni dei nostri tempi...
L'esplosione del fantasy e i libri "a tema" fanno intendere ancora che il libro è entrato nell'ottica del marketing, perché considerato merce... Ma Giancane non è apocalittico, perché è convinto che la narrazione è un bisogno inalienabile dell'uomo.
Il capitolo successivo, scritto da Nobile, delinea gli itinerari educativi e didattici volti alla stimolazione di interesse e motivazione per la lettura lungo l'arco dell'età evolutiva. Quindi lo studioso dimostrando l'incidenza, talora profonda e duratura, dei contenuti narrativi sulla personalità, e denunciata la presenza, all'interno dell'editoria per ragazzi, di libri non sempre rientranti nella categoria dell'adatto, richiama il ruolo di filtro e di orientamento dell'adulto-educatore in materia di letture giovanili, nonché la necessità di una narrazione "su misura", in ordine al livello di maturità globale del destinatario, al suo vissuto e al suo profilo di personalità. La critica, supportata da puntuali esemplificazioni, investe i contenuti, il linguaggio e le illustrazioni di libri. Le stringenti argomentazioni rimettono in discussione certezze acquisite e scardinano luoghi comuni, come ad esempio sulla questione della fedeltà delle illustrazioni al testo o sul problema delle riduzioni e degli adattamenti.
Il docente di Parma sottopone a disamina critica due indirizzi di scrittura emergenti: l'horror e il fantasy. Sul primo si discosta dalla diffusa opinione secondo cui, pur senza il supporto di dati sperimentali, questo racconto esorcizzerebbero ansie e paure, dimostrando invece come possono essere causa di paure persistenti e di stati d'ansia non immediatamente risolti. Del fantasy, pur nel contesto di una valutazione positiva, segnala la natura di narrazione non sempre congeniale cronologicamente e psicologicamente all'infanzia.
L'analisi critica si rivolge poi ai cosiddetti "testi trasgressivi", da molto plauditi (forse per una captatio benevolentiae verso gli editori?!): romanzi che narrano gli eccessi di protagonisti adolescenti, oppure adulti mostri..., e qui Nobile richiama una serie di romanzi veramente raccapriccianti (da Papà non mi toccare di E. Howard a Zio vampiro di C. D. Grant, da Canale zero di F. Poluzzi a Monster di Ch. Pike...).
Lo studioso denuncia la ripetitiva presenza di adulti indegni e di adolescenti calati in un mondo brutale e ostile, all'interno di una narrazione cupa e deprimente chiusa alla speranza; e ribadisce, richiamando Rodari e Makarenko, che il ragazzo ha bisogno di fare provvista di fiducia e ottimismo, per affrontare le prove che l'attendono nella vita.
È poi la volta dei libri ideologizzati, paragrafo coraggioso, in cui Nobile denuncia la presenza all'interno dell'editoria per l'infanzia di una nuova e aggiornata versione della tradizionale letteratura didascalica, in cui il libro si fa veicolo di diffusione di posizioni e tesi di parte e strumento di manipolazione e di conformazione del giovane lettore all'insegna di nuovi valori (o disvalori, è il caso del tentativo della Sinistra con Kuore. Una molotov per De Amicis di L. Chiosso, o quello della Destra con l'anticomunismo della Visentini).
La conclusione riporta una sorta di decalogo, in larga parte controcorrente, che esprime la filosofia di fondo del volume e riassume le tesi in esso contenute. In particolare si sostiene la vocazione ricreativa e formativa del libro per ragazzi e si afferma che il tanto enfatizzato "piacere del testo" riferito a questa particolare letteratura (qui altra problematica di interesse pedagogico e psicologico) non può essere assunto a criterio assoluto nella valutazione del libro per il soggetto nell'età dello sviluppo. Conclude una ricca e puntuale bibliografia ragionata utile per ulteriori approfondimenti.
Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza, quindi, rispetto alla saggistica corrente, di prevalente taglio storico-letterario o sociologico, privilegia una trattazione per problemi, caratterizzandosi per la forte attenzione agli aspetti formativi della lettura, e coerentemente focalizza l'attenzione più sul lettore che sul libro o sull'autore, operando una sorta di rivoluzione copernicana e ponendosi in posizione dialettica con la critica dominante del settore.
Al di là della possibile condivisione o non condivisione delle tesi sostenute, il saggio, di taglio psico-pedagogico, pervaso da una forte tensione valoriale, appare fortemente innovativo, equivalendo ad una sorta di sasso nello stagno della critica del libro per ragazzi; ha infatti tra gli altri, il merito precipuo di sollevare questioni nodali e di porre tanti problemi di interesse educativo che affollano l'orizzonte della letteratura giovanile.
Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza costituisce pertanto una imprescindibile base di partenza per una non differibile discussione critica tra gli studiosi del settore e per un confronto aperto di posizioni culturali finalizzato alla crescita della disciplina e ad una sua sistemazione epistemologica.
Al tempo stesso, rappresenta uno strumento indispensabile sia di orientamento sia di perfezionamento professionale per genitori, insegnati, bibliotecari, scrittori, illustratori, editori, e per gli studenti delle Facoltà di Lettere e di Scienze della Formazione.
Cosimo Rodia
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Festival "Il libro possibile" di Polignano
Polignano (BA), 9 Luglio 2011
La sera del 9 luglio Liliana Carone ha partecipato al Festival "Il libro possibile" di Polignano.
La giornalista Felicita Scardaccione del Corriere del Mezzogiorno ha curato la presentazione, durante la quale, sulle note di "Maramao perché sei morto?", sono state raccontate storie e proiettate le illustrazioni del libro L'insalata era nell'orto (Anna Bossi - Liliana Carone - Progedit - Bari 2011).


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Aspettando Harry Potter con Daniele Giancane
Bari, 12 Luglio 2011
Martedì 12 luglio, presso la Feltrinelli di Bari, all'interno dello spazio Eventi "Aspettando Harry Potter", si è svolto il dibattito sulla fortunatissima saga di Joanne K. Rowling, nell'attesa dell'imminente uscita, nelle sale cinematografiche baresi, dell'ottavo film della Warner Bros, "I doni della morte - parte seconda".
Sono intervenuti il prof. Daniele Giancane, docente di Storia della Letteratura per l'Infanzia dell'Università di Bari e l'avv. Vincenzo Cramarossa, appassionato di Harry Potter, ha moderato il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Livio Costarella.
Attenta la partecipazione del pubblico che ha potuto riflettere sulla portata e le motivazioni del fenomeno, che si connota sopratutto come prodigio multimediale e globale. Radio Città Futura ha trasmesso in diretta l'evento, simpaticamente animato dalle incursioni magiche di Claudio Procaccio.

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Presentazione del libro "SCRIVERE FANTASTICANDO"
Manduria (TA), 15 Luglio 2011
Il 3° Circolo Didattico "Michele Greco" di Manduria, organizza per venerdì 15 luglio, alle ore 19.00, nella Chiesa Santa Croce (zona Parco Archeologico), della Città messapica, la presentazione del libro "SCRIVERE FANTASTICANDO - Animazione di scrittura creativa con i docenti del 3° Circolo M. Greco di Manduria" di Cosimo e Antonio Rodia, Artebaria edizioni.
Il volume contiene i percorsi di animazione di scrittura realizzati nel progetto PON di lingua italiana con i docenti della scuola "Michele Greco" e costituisce al tempo stesso un ricettario per insegnanti, genitori o solo lettori curiosi che vogliono intraprendere, con l'aiuto di una guida, esercizi di scrittura.
La manifestazione si svolge col patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Manduria e in collaborazione con le Cattedre di Storia della Pedagogia e Letteratura per l'Infanzia dell'Università del Salento, il Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (Roma), L'Associazione "L'Aquilone" (Bari) e Artebaria Edizioni.
Interverranno: dott. Paolo Tommasino (Sindaco della Città di Manduria), il prof. Francesco Saverio Massaro (Assessore Prov.le Scuola, Università e Territorio della provincia di Taranto), la dott.ssa Anna Cosima Calabrese (Dirigente Scolastico "3° Circolo Didattico"), il prof. Cosimo Rodia (Coautore ed esperto corso PON). Coordinerà la serata: l'ins. Franca Fusco (Docente tutor del corso).
È prevista la lettura di alcuni percorsi di animazione e la precisazione della valenza pedagogica della scrittura creativa. La serata sarà chiusa con l'esecuzione di alcuni brani musicali effettuati dal maestro Antonio Libardi e dal prof. Roberto Bascià.

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Concorso Schwanenstadt 2011
Luglio 2011
il progetto libro ""Il profumo dei colori", illustrazioni della socia Liliana Carone, testo di Anna Baccelliere, si è aggiudicato il secondo premio al 9° Concorso Internazionale "Sulle ali delle farfalle e dei cigni" indetto dal Comune di Schwanenstadt (Austria).
Anerkennung der jury anche per il progetto libro "S'io fossi", testo e illustrazioni di Liliana Carone.

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L'Aquilone e la Scuola Secondaria di I grado Dante Alighieri nelle sale del Castello Angioino di Mola di Bari
Mola di Bari (BA), 19 maggio 2011
Giovedì 19 maggio 2011, nelle sale del maniero molese, in occasione della presentazione dei risultati dell'indagine sulla lettura condotta dagli alunni della classe III D della Scuola Secondaria di primo grado Dante Alighieri di Mola, egregiamente coordinati dalla prof.ssa Rosella Vitulli, il prof. Francesco Spilotros, socio fondatore, ha presentato la rivista L'Aquilone e l'omonima associazione, indicando le finalità e le attività di quest'ultima, nonché il forte vincolo culturale che la lega alla rivista Pagine Giovani del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile.
Il socio fondatore ha presentato le diverse pubblicazioni che l'Associazione ha realizzato, sia di saggistica su autori per l'infanzia dei nostri giorni che raccolte di fiabe relative a tematiche attuali.
Il socio fondatore dell'Associazione "L'Aquilone" ha evidenziato come, da sempre, alle diverse generazioni di insegnanti è sempre stato affidato il compito di educare i propri discenti e di individuare gli strumenti più disparati per farlo, a seconda delle contingenze del momento, dovendo, se è il caso, direttamente o indirettamente fare leva anche sulla classe genitoriale con la quale si coordina proprio questo progetto educativo che vede come protagonisti gli studenti.
L'indagine ha posto, ad un campione di oltre cento studenti, domande quali:
- Ti piace leggere?
- Come consideri la lettura di un libro?
- Chi ti ha fatto scoprire il piacere della lettura?
- Quando eri piccolo, qualcuno ti leggeva dei libri?
- Che genere di libri preferisci?
- Cosa determina la scelta di un libro?
- Nell'arco di un anno quanti libri leggi?
- Quali sono invece gli elementi che, secondo te, alimentano lo scarso interesse per la lettura?
- Come ti procuri i libri da leggere?
Ne è emerso che la Lettura ancora resiste alla sempre più impari lotta con il personal computer, con la Play station, il Nintendo DS, la televisione e la Wii. E le attività progettuali, che nelle scuole vengono attivate, servono a sostenere l'amore per la lettura, il tentativo di lottare contro il preconcetto che leggere sia noioso, che ci sia altro di più interessante. In realtà, un buon libro, ben scritto, da autori preparati, forniti di competenze psico-pedagogiche, non può che appassionare il giovane alla lettura, fornendogli spiragli di mondi che nessun altro strumento tecnologico potrà mai dargli, perché il libro apre a realtà che egli stesso, il lettore, conosce, ad esigenze che egli solo brama di indagare.
La serata, splendidamente coordinata dalla prof.ssa Rosella Vitulli e dal preside prof. Nicola De Donato, è stata arricchita dalla presentazione di un libro, dalla recitazione di brani in lingua straniera e da brani musicali interpretati dagli studenti.


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Presentazione libri al 1° Circolo Didattico Maria Montessori di Mola di Bari
Mola di Bari (BA), 30 maggio 2011
Lunedì, 30 maggio, alla presenza del Preside, prof. Leonardo Vito Castellana, le autrici Maria Pia Latorre e Paola Santini hanno incontrato il Collegio Docenti del 1° Circolo Didattico Maria Montessori di Mola di Bari, per presentare i volumi Raccontinascensore, Strade Strambe e Tutti con Ago.
Presenti i soci Francesco Spilotros e Caterina Rotondo.


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Presentazione de "La narrazione formativa"
Lizzano (TA), 28 maggio 2011
Si è svolta a Lizzano, sabato 28 maggio 2011, presso l'auditorium della scuola "Manzoni", la presentazione del manuale di letteratura giovanile di Cosimo Rodia La narrazione formativa - dai classici ai nuovi indirizzi di scrittura (Pensa Multimedia - Le, della collana "Paideia", diretta dal prof. Hervé Cavallera).
La manifestazione è stata organizzata dalla Scuola secondaria di 1° grado "A. Chionna" e dalle scuole Primaria e dell'Infanzia di Lizzano, in collaborazione con le Cattedre di Storia della Pedagogia e di Letteratura per l'infanzia dell'Università del Salento, il Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile (Roma) e l'Ass. "L'Aquilone" (Bari).
Davanti ad un numeroso pubblico di docenti di tutti gli ordini di scuola, genitori, alunni e rappresentanti di Associazioni locali, sono intervenuti: il dirigente scolastico, dott. Filippo Coppola e l'Autore.
Il Dirigente ha subito precisato che il riscatto di un territorio passa attraverso una forte azione culturale e che la scuola, facendo leva sugli aspetti ludici, deve insistere sulla lettura, come trampolino di lancio per formare un cittadino attivo e responsabile; il suo auspicio è che tutti gli enti, che a vario titolo hanno responsabilità educativa, trovino una fattiva convergenza e collaborazione in un grande progetto per il rilancio umano, culturale e territoriale di Lizzano.
Rodia ha presentato per sommi capi il suo voluminoso saggio, per soffermarsi principalmente sulla necessità di conoscere le nuove pubblicazioni, perché "un libro sbagliato potrebbe allontanare per sempre un ragazzo dalla lettura". Il saggista tarantino ha chiarito che la nuova pubblicistica si è differenziata proprio nel linguaggio, nei temi, nello stile e nella struttura, per andare incontro ai bisogni dei giovani lettori, tenendo in debito conto il loro bagaglio di esperienze.
Ha concluso che non bisogna né saltare né anticipare le tappe, per cui i genitori, i docenti, i librai, i sacerdoti..., devono vigilare che i propri ragazzi leggano un libro corrispondente alla loro fascia d'età e che abbia una giusta dose di carica etico-valoriale.
Ne è seguito un intenso dibattito, con una conclusione che ha visto tutti d'accordo: per diffondere il piacere della lettura è necessario un grande progetto integrato che veda coinvolti: scuola, famiglie, parrocchie, ente locale, associazioni, librai.
Coppola ha chiuso la serata, raccogliendo l'idea sia di organizzare incontri di lettura periodici a scansione mensile volti ad alunni e genitori, sia quella di un concorso letterario con una giuria di piccoli lettori, su cui si adopererà per definire una proposta ampia e che coinvolga il maggior numero di persone.
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Strade Strambe: Uno stemma per Lindopoli II Edizione
Esiti del Concorso
Anche quest'anno interesse e partecipazione al concorso "Strade Strambe: Uno stemma per Lindopoli". Si ringraziano gli sponsor Cooperativa Iris, Fasanolandia e Adda Editore per i ricchi premi messi a disposizione delle scuole partecipanti.
Ecco la graduatoria e i vincitori:
1° - V E Montello - Bari
2° - V D Montello - Bari
3° - IV A Gabelli - Foggia
4° - V E Montello - Bari
5° - V E Montello - Bari
6° - IV A Gabelli - Foggia
7° - V A Montello - Bari
8° - V D Montello - Bari
9° - V D Montello - Bari
10° - V A Montello - Bari
11° - V A Gabelli - Foggia
12° - V E Montello - Bari
13° - V E Montello - Bari
14° - V D Montello - Bari
15° - V B Gabelli - Foggia
16° - V A Gabelli - Foggia
17° - V D Montello - Bari
18° - V B Gabelli - Foggia
19° - V B Montello - Bari
Premio IRIS
V E Gabelli - Foggia
Complimenti a tutti!
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I primi sei finalisti

Finalisti premio IRIS
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Al bullo? Mi ribello
Fiabe e racconti sul bullismo
A.A. V.V. - A cura di Daniele Giancane
Adda Editore, Bari, 2011
Recensione di Francesco Spilotros
La complessità della realtà che avvolge le nuove generazioni, ci induce a conoscere le problematiche che i nostri giovani vivono per poter pianificare strategie risolutive, per poter preventivamente arginare fenomeni che, come il bullismo, sono giornalmente, sotto diverse forme, presenti nella vita dei nostri figli.
Scrivere per i ragazzi è un'iniziativa degna di lode e, allo stesso tempo, densa di responsabilità poiché il racconto o la fiaba deve essere "di riferimento", cioè rimandare a valori umani come il rispetto, la responsabilità e l'amore per il prossimo.
Allora, la pubblicazione deve essere come il vino, vale a dire D.O.C., di origine controllata; deve garantire al fruitore finale la qualità dei contenuti: come il buon vino nella bottiglia così i racconti educativi devono caratterizzare il buon libro.
La nuova pubblicazione curata da Daniele Giancane, Docente di Storia della Letteratura per l'Infanzia presso l'Università di Bari, garantisce sia l'origine controllata che l'origine protetta (D.O.P) dei racconti e delle fiabe raccolte nella nuova pubblicazione edita da ADDA lo scorso mese di marzo.
Il volume in questione, Al bullo? Mi ribello, segue altre due pubblicazioni, Fiabe ecologiche (2006) e Fiabe sulla diversità (2007) anch'esse destinate a studenti dai dieci ai sedici anni (obbligo scolastico): anch'esse affrontano questioni dal profondo valore educativo.
Anche questo volume è arricchito da schede di lavoro realizzate con ineccepibile competenza didattica dall'insegnante dott.ssa Angela Giannelli.
Queste schede operative permettono di interagire con il testo e analizzarne gli aspetti educativi più profondi e fare in modo che siano scoperti dai giovani lettori autonomamente secondo la "metodologia della scoperta"! Solo in questo modo, infatti, tali contenuti valoriali potranno essere interiorizzati.
Coautori di questo bel volume sono Marianna Carrara con Dalla parte dei bulli, Carmen De Stasio con Appuntamento al profumo di fiele, Daniele Giancane con Il genio del sassofono, Angela Giannelli con Il primo amore, Loredana Pietrafesa con Se questo mondo tu vuoi cambiare..., Giulia Poli di Santo con Amiche per la pelle, Cosimo Rodia con La storia di Giovanni, Caterina Rotondo con La lezione più importante, Paola Santini con Le ten, Francesco Spilotros con Bullo per sempre.
La collana "Scritture meridiane per ragazzi", di cui fa parte la pubblicazione in oggetto, nasce col fine di dar voce agli scrittori meridionali che scrivono per i ragazzi, operazione certamente difficile, perché riferirsi ad un pubblico così specifico e critico vuol dire tenere presenti i modi di approccio alla lettura dei giovanissimi ovvero la necessità dell'avventura, del movimento dinamico, dell'identificazione in personaggio "eroico", di un linguaggio immediato, semplice senza essere semplicistico, che va diritto al cuore della storia, senza divagazioni o eccessi di descrizioni. Scrivere dal Sud, dunque, senza necessariamente scrivere del Sud, nel senso che molte storie - ma non tutte - saranno ambientate lì, riporteranno alla luce tradizioni e luoghi meridionali, altre incroceranno "pensieri meridiani" con differenti luoghi, sogni e utopie, tecnologie, dialettica fra progresso e lentezza, sguardo sui futuri possibili, straordinari mondi fantastici.
Libri che vogliono divertire e far pensare al tempo stesso. Tutto questo da una città del Sud. Da un coraggioso editore del Sud. (Dalla seconda di copertina di: AA.VV. Al bullo? Mi ribello, Fiabe e racconti sul bullismo, ADDA editore, 2011.)
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Maria Pia Latorre e Paola Santini presentano "TUTTI CON AGO", affascinante fiaba per bambini all'EXPOLIBRO
Bari, 10 aprile 2011
Maria Pia Latorre e Paola Santini presentano "TUTTI CON AGO", affascinante fiaba per bambini all'EXPOLIBRO per un pubblico particolare, ovviamente, le due autrici hanno pensato di confezionare un libro altrettanto speciale: alla prima parte, pianamente narrativa, segue una raccolta di filastrocche; e ancora, in allegato, una serie di schede ludico-didattiche; il tutto, corredato dalle immagini studiate e realizzate dalle illustratrici Maryda Geraci e Giacomina Ferrillo. L'obiettivo è presto detto: divertire il piccolo lettore, ma pure stimolare la sua fantasia e soprattutto la sua coscienza critica in embrione. Esattamente lo stesso della presentazione di oggi, assolutamente interattiva: ricca di giochi, pupazzi e persino canti d'un entusiasmo contagioso... tutto a misura di bambino.
E con un lieto fine, imprescindibile, che suona come un messaggio di speranza. Per tutte le generazioni.
(dal COMUNICATO STAMPA n. 78 del sito FIERA DEL LEVANTE)
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Paola Santini e Maria Pia Latorre

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Premiazione Concorso "Leggo e Recensisco"
Bari, 8 aprile 2011
Si è tenuta lo scorso 8 aprile a Bari, alla Fiera del Levante, nell'ambito della Fiera Expolibro - Expolevante, la Cerimonia di premiazione del 3° Concorso letterario per alunni delle scuole primarie e secondarie di 1° grado "Leggo e Recensisco" organizzato dall'Associazione L'Aquilone.
Numerosa la partecipazione degli studenti e dei docenti delle scuole partecipanti, che ha trasformato la cerimonia in una festosa e allegra occasione per tutti, piccini e meno piccini, per celebrare la passione per la lettura e la scrittura.
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Da sinistra: Francesco Urbano, Liliana Carone, Angela Giannelli, Nicola De Matteo, Giuseppe Capozza, Daniele Giancane

I Premiati

I soci de L'Aquilone presenti alla premiazione: da sinistra: Maria Pia Latorre, Laura Fusco, Angela Giannelli, Giuseppe Capozza, Liliana Carone, Maria Mastrovito, Francesco Urbano (con suo figlio Paolo), Daniele Giancane
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"Nonna mi racconti di te?" alla Biblioteca Tatarella di Bari
Bari, 30 marzo 2011
"Nonna mi racconti di te?", il libro scritto da Benedetta Ioli, una bambina di 10 anni, è stato presentato alla Libreria Tatarella di Bari dalla Dottoressa Angela Giannelli, socia fondatrice dell'Associazione di promozione sociale della lettura e della letteratura per ragazzi "L'Aquilone".
Alla presentazione, che si presenta sotto forma di intervista alla propria nonna, e proprio per questa particolarità riesce a trasmettere ai piccoli lettori l'importanza della tradizione orale e della lettura ad alta voce come mezzo di interscambio fra le generazioni, erano presenti gli alunni di alcune classi della scuola primaria De Amicis di Bari.
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Angela Giannelli

Liliana Carone

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III PREMIO NAZIONALE di SCRITTURA CREATIVA
"Leggo e recensisco"
riservato agli alunni della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado
PREMIAZIONE
8 Aprile 2011, ore 15.45
presso
Fiera del Levante
Padiglione 9 - Sala Managhis
Bari
Ingresso libero
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VINCITORI
(per sezione, in ordine alfabetico)
SEZIONE B
Francesco Cafagna - 3^D-VIII CD Carbonara-Bari
Francesco Maria Di Palo - 4^A-VIII CD Carbonara-Bari
Alessia Latorre - 3^D-VIII CD Carbonara-Bari
Martina Lorusso - Classe IV B- 8° CD Carbonara-Bari
Annamaria Portincasa - 3^B-VIII CD Carbonara-Bari
SEZIONE C
Francesco Saverio Cuoccio - 5^C- III CD Bitonto (BA)
Marligia Dolciamore - 5^C-CD Bitonto (BA)
Matteo Menessini - 1^D-IC Oregina Genova
SEZIONE D
Chiara Chirico - 3^-SMS Bitonto (BA)
Myriam Colapinto - 2^-SMS Bitonto (BA)
Sara Sallustio - 2^G-SMS Michelangelo Bari
LAVORO DI GRUPPO
3^ Media Istituto Comprensivo Oregina - Genova
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La letteratura per l'infanzia in Puglia
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La letteratura per l'infanzia in Puglia
Scrittori, editori, illustratori
Autori Vari
a cura di Daniele Giancane
Collana "I libri di Alice"
2011, Levante Editori
ISBN: 9788879495783
465 pagine
Euro 30,00
Saggi di critica letteraria
La letteratura per l'infanzia in Puglia costituisce una sorta di pietra miliare negli studi attorno alla letteratura per l'infanzia, sia perché per la prima volta viene fatto il punto sullo stato delle cose in questo settore (autori, illustratori, editori, iniziative, premi, teatro, poesia, fantasy e fantascienza, fiabe, narrativa) nella regione in oggetto, sia perché inaugura un nuovo orientamento nel campo specifico: cominciare seriamente a interessarsi della produzione di (e su) letteratura per l'infanzia regione per regione e non più soltanto attraverso studi 'generalisti' e nazionali, che fatalmente dimenticano opere e autori spesso di straordinaria importanza e validità.
Gli autori (coordinati da Daniele Giancane) hanno realizzato, con tenacia e competenza, una ricerca certosina a tutto campo, anche laddove le informazioni erano davvero assai scarse o incomplete. Chiunque si vorrà interessare di letteratura per l'infanzia in Puglia dovrà d'ora innanzi - quindi - passare attraverso questo testo.
Indice
- Linee di storia della letteratura per l'infanzia in Puglia: dai prodromi a Coco Lafungia, di Daniele Giancane
- Michele Saponaro, di Giuseppe Capozza
- Danilo Forina eclettico, prolifero scrittore del Sud, di Maria Forina
- Narrativa pugliese per i ragazzi, di Angela Giannelli
- L'immagine assolata nella Puglia degli illustratori, di Maria Pia Latorre
- I fiabisti pugliesi, di Cosimo Rodia
- Teatro e poesia per l'infanzia: scene, testi, autori, di Caterina Rotondo
- Laboratori e concorsi, premi e giornalini nella Puglia che scrive, di Francesco Spilotros
- Fantascienza, fantasy e giallo, di Francesco Urbano
- Note sugli autori del libro
- Indice dei nomi
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Missione di Marzo
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Missione di marzo
Maria Pia Latorre
Elledici
Missione di marzo è un racconto articolato intorno alla vita di Maria De Mattias (Vallecorsa 1805 - Roma 1866), figura eroica che ha operato in primis per la dignità delle donne.
I giovani protagonisti della storia ricostruiranno antiche vicende comprendendo la portata missionaria della santa, pacifista ante litteram, che ha trasformato il suo tempo e le persone con le quali è venuta a contatto.
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Copertina del catalogo del Concorso
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"Facciamo che io ero?" al 13° Concorso internazionale "Syria Poletti"
Sacile, 5 febbraio 2011
Il 5 febbraio 2011, a Sacile (Pordenone), ho preso parte all'inaugurazione della mostra e alla premiazione dei lavori selezionati al 13° Concorso internazionale per albi illustrati inediti "Syria Poletti Sulle ali delle farfalle 2010", il cui tema era: "Vieni a giocare?"
Il progetto-libro dal titolo "Facciamo che io ero?", testo di Anna Baccelliere, illustrazioni di Liliana Carone, è stato selezionato per la mostra e per l'inserimento in catalogo.
La mostra rimarrà aperta nella sede di Sacile fino al 20 febbraio, poi verrà ospitata a Bordano e in seguito verrà trasferita a La Réole (Francia) e a Novigrad-Cittanova (Croazia).
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Illustrazione dal progetto-libro

Liliana Carone alla mostra del Concorso
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Consulta l'archivio 2010.
Consulta l'archivio 2009.
Consulta l'archivio 2008.
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